Tradizioni argentine

In questo articolo sono descritti i capisaldi della cultura argentina, le cose che più colpiscono all’occhio di un viaggiatore alla scoperta di questo paese.

Se stai organizzando un viaggio in Argentina, puoi leggere anche il mio itinerario di 30 giorni.

Che cos’è l’asado in Argentina

L’asado argentino non è solo un piatto, si tratta di un vero e proprio rito sociale.
Cucinare manzo alla brace, in Argentina rappresenta non solo un pasto ma un momento di convivialità e condivisione.

Riunirsi davanti alla griglia è un tempo sacro dedicato a famiglia o amici.

Tutto ruota attorno alla figura dell’asador che dirige questo momento come un rituale occupandosi della cottura della carne.

parilla argentina con bistecche, salsicce e morcilla

La parilla (la griglia) è una presenza costante in tutto il paese, dal ristorante più rinomato di Buenos Aires fino ai bordi delle strade più remote.

I parilleros grigliano carne per i viaggiatori di passaggio come in una sorta di autogrill a cielo aperto.

L’asado non è solo mangiare è un rituale che inizia dalla scelta della carne dal macellaio.

Il carnicero (macellaio) è una professione di grande spessore, il suo compito è consigliare il miglior taglio.

Questo mestiere a differenza dell’Italia è molto ambito anche dai giovani e non è inusuale imbattersi in macellerie gestite da ragazzi under 30.

Le botteghe sono quasi tutte aperte fino alle 23.00 a dimostrazione di quanto sia centrale la carne nella cultura culinaria argentina.

Che cos’è il mate in Argentina

Il mate come l’asado è un altro rituale argentino, un mix di quotidianità e identità nazionale.

É una bevanda ottenuta dall’infusione di yerba mate all’interno dell’omonimo recepiente.

Mate, bombilla (bicchiere e cannuccia) e yerba mate sono sempre presenti nella vita degli argentini, una bevanda che non fa distinzione tra le classi sociali.

mate con yerba e bombilla

Viene consumato nei quartieri più chic e ad alto reddito come Alto Palermo, Puerto Madero e Recoleta a Buenos Aires come nella pampa dai gauchos impegnati nel pascolo di pecore e bovini.

Condividere il mate in compagnia è un atto di amicizia e fiducia.

In questo rito sociale la figura centrale è il “cebador” ossia l’incaricato della preparazione della bevanda che farà partire il giro in senso antiorario.

Sia in gruppo che da soli non è inusuale vedere persone farne uso in qualunque luogo e a qualunque ora della giornata, in un pomeriggio di sole al parco in compagnia, aspettando il bus alla fermata o in solitaria guidando in autostrada.

Una tradizione rimasta intatta da centinaia di anni, prima ancora dei conquistadores spagnoli e risalente alle popolazioni indigene dei Guaraní.

Che cos’è il calcio in Argentina

campo da calcio con bambini che giocano e murale Republica de La Boca sulla sfondo

Il calcio in Argentina non è solo sport, il calcio è passione e identità nazionale e cittadina.

Camminando per Buenos Aires in particolare, ma anche nel resto del paese, non si può fare a meno di notare che moltissime persone di tutte le età durante il periodo estivo/primaverile indossano la maglietta della loro squadra del cuore.

I murales a tema Maradona sono sparsi un po’ ovunque nelle città, rappresentando più che un’idolo sportivo il simbolo di una nazione intera e il suo riscatto.

murale di Diego Armando Maradona con la maglia dell'argentina che bacia la coppa del mondo

Uno dei quartieri cittadini più caldi per quanto riguarda il tifo e la passione calcistica è sicuramente La Boca, qui i colori giallo-blu del Boca Juniors la fanno da padrone.

Il supporto dei tifosi è talmente caldo e quasi maniacale che addirittura le varie guide sulla città sconsigliano di indossare magliette di squadre da calcio differenti da quella di casa.

Lo Stadio Alberto José Armando, noto come la Bombonera, è uno dei più importanti templi del calcio argentino e sudamericano.

Una struttura obsoleta rispetto ai moderni standard europei, ma colma di storia; al suo interno si respira la leggenda.

Durante le partite del Boca l’atmosfera è elettrica.

La 12 (la curva) la fa da padrona e contiene al suo interno la parte più calda dei tifosi, che per 90 minuti e oltre non smettono di incitare la squadra con cori e tamburi.

curva la 12 dello stadio Bombonera

Non c’è da stupirsi se anche da un posto di blocco al confine tra una provincia e l’altra un poliziotto chieda per che squadra fai il tifo.

In questa nazione lo si vive non solo nei 90 minuti di una partita ma 365 giorni l’anno.

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